Vigne a vernazza

Alla passione per la pesca abbiniamo l'amore per la vigna.
Il vigneto della nostra famiglia è in località Monticelli a Vernazza nel Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Il nostro vino si chiama “Eroico” perché la nostra agricoltura è EROICA. Il vigneto è raggiungible solo a piedi, la lavorazione è tutta manuale, per fortuna una monorotaia ci consente di trasportare i materiali e l'uva durante la vendemmia.
E' un'agricoltura di fatica, che però ci rende orgogliosi di appartenere a questa terra, costruita da muretti a secco, creati e mantenuti nei secoli dai nostri predecessori.
La nostra agricoltura è sostenibile non usiamo pesticidi, antimuffa e diserbanti. Ci piace bere ciò che produciamo.
L'eroico è un vino secco che racconta questo orgoglio e questa fatica, il suo colore è giallo paglierino più o meno intenso, sapido, fresco, con note di agrumi, fiori di campo ed erbe.
Le uve, bosco, vermentino e arbarola, sono curate e vinificate con passione da Angelo Ciotoli, che è anche somellier professionista e da sua moglie Angela, che volentieri vi racconterannodell'Eroico, dei vigneti e dei progetti futuri.
 
Ringraziamo Yann Grappe, professore di Storia del vino e Storia dell'alimentazione dell'Università di Scienze Gastronomiche, Pollenzo e con piacere pubblichiamo la sua descrizione dell'Eroico, 

... grazie al produttore per questa bottiglia eroica che ho assaggiato all'aperitivo e durante la cena.
L'ho bevuta tutta, praticamente da solo. Questo senza mai sentirmi annebbiato da un ebbrezza invadente o graffiante. Il vino lasciava la mente fresca e sveglia. Primo punto. Sembra strano partire da lì, in un mondo gastronomico del vino che separa gli aspetti organolettici dalla sostanza, evacuandola nelle cosiddette sputacchiere. La "bevibilità" di un vino, il modo in cui interagisce e penetra il corpo sono elementi fondamentali: questo lo avevano ben capiti gli antichi Greci che, nei simposi, non consideravano meno questi aspetti rispetto a quelli più prettamente legati agli aromi. Ho quindi apprezzato molto la bevibilità di questo vino, la sua freschezza e la sua sostanza.

Secondo punto. Appena servito i sentori di zolfo sorprendono. Questi ultimi sono al primo naso un po' invadenti e saturano un potenziale aromatico che fatica ad emergere. Con un po' di riposo questi sentori (per intenderci, acqua di Sirmione o di altre acque termali), si smussano per aprire su un panorama minerale più sottile. Il profilo non totalmente pulito del vino è però completamente compensato dalla naturalezza, la sincerità e la freschezza dei profumi. In bocca, il vino non appare molto complesso ma è franco, sodo e nervoso.

Terzo punto e conclusione. Se il vino guadagnerebbe a evolversi in maggior pulizia e complessità, un altro dato emerge. Fondamentale. Questo vino esprime una terra. Non è un affermazione retorica, è un elemento che emerge immediatamente. Proprio perché il vino ha carattere e personalità, le sensazioni che offre non sono facilmente classificabili come per i vini moderni "perfetti" e noiosi. Nonostante io non conosca purtroppo queste terre, ho almeno avuto occasione - grazie a questo vino - di intuirle. La salinità e l'iodio rimanda a un mare vicino e alle acrobazie di una terra accarezzata delle sue onde. Questo vino può migliorare e guadagnare in complessità ma ha già vinto la battaglia più importante: è vivo.